Insonnia
 
News
Farmaci
 
Patologie
 
Aids Allergie Alzheimer Angina Pectoris Ansia Aritmie Artrite Asma Bronchite Calvizie Cefalea Celiachia Cistite Crohn Depressione Diabete Mellito Disturbo Bipolare Dolore Epatite Epilessia Fibrillazione Atriale Glaucoma Herpes Ictus Impotenza Ipertiroidismo Ipotiroidismo Infarto Miocardico Insonnia Ipertensione Micosi Marfan Osteoporosi Parkinson Psoriasi Sars Schizofrenia Scompenso Cardiaco Sclerosi Laterale Amiotrofica Sclerosi Multipla
Farmaci
Farmaci Farmacologia Farmacovigilanza Farmacia Vaccini
ECM
MediLearn
Motore Ricerca
MediExplorer

Farmaci

Benzodiazepine e non-benzodiazepine nel trattamento dell’insonnia

Le benzodiazepine da diversi decenni sono i farmaci più usati nel trattamento dell’insonnia.
Agiscono in modo non selettivo sui recettori omega 1 ed omega 2, che sono localizzati in diverse aree del sistema nervoso centrale.

L’azione sedativa delle benzodiazepine è associata ai recettori omega 1 , mentre gli effetti sulla memoria e sul funzionamento cognitivo riguardano i recettori omega 2.

In base al profilo farmacocinetico, le benzodiazepine possono essere classificate in 3 gruppi: emivita breve ( <3 ore), emivita media (8-24 ore) lunga emivita ( < 24 ore).

I farmaci non-benzodiazepinici come Zopliclone ( Imovane), Zolpidem ( Stilnox ) Zaleplon ( Sonata) hanno un’azione ipnosedativa comparabile a quella delle benzodiazepine, ma mostrano specifiche proprietà farmacocinetiche e farmacodinamiche.

Questi 3 ipnotici non-benzodiazepinici presentano una breve emivita ed una limitata durata di azione. Inoltre sono selettivi, agendo preferibilmente sui recettori omega-1 ( effetto sedativo ).

Così come le benzodiazepine , gli ipnotici non benzodiazepinici dovrebbero essere impiegati per un periodo limitato. ( Xagena2003 )

Terzano MG et al, Drug Saf 2003; 26:261-282


Neuro2003 Farma2003
 
 
 
 
 
 
 
Xagena.it

.::Powered By LM Web Solutions::.